






“La Comense non sparirà, perché continuerà ad esistere il nostro vivaio con tutte le selezioni giovanili”, così si era espresso il presidente Antonio Pennestrì all’indomani dell’annuncio della mancata iscrizione della società lariana alla Serie A1 del Campionato Italiano di basket femminile.
Poco più di una settimana dopo, tuttavia, le speranze di salvare almeno una piccola sezione del basket cittadino sono irrimediabilmente evaporate.
Entro lo scorso 5 luglio, infatti, la compagine comasca avrebbe dovuto presentare alla Fip (Federazione Italiana Pallacanetro) una richiesta di riaffiliazione corredata dal versamento di una quota di iscrizione. Ciò non è avvenuto e, con i termini di adempimento ormai scaduti, la Pool Comense scompare ufficialmente dal panorama cestistico del Bel Paese.
Tutte le giocatrici, dal mini-basket alla prima squadra, sono da considerarsi ora senza contratto, una posizione che consentirà ad altre società di ingaggiarle a parametro zero, quindi non versando alcun compenso per il cartellino alla ormai estinta squadra lariana.
Sul mercato, tra le altre, vi sono ora anche Laura Spreafico e Giulia Pasqualin, due delle atlete della Nazionale italiana che proprio ieri ha conquistato la qualificazione agli Europei di Francia 2013 superando la Grecia per 68-61.
Questo il commento di Stefano Pennestrì, figlio del presidente: “Si è trattata di una scelta della società dettata da motivi di natura economica”. Viene da chiedersi, dunque, per quale motivo Antonio Pennestrì avesse dichiarato tutt’altro solo qualche giorno fa, alimentando false speranze sul salvataggio del prolifico settore giovanile della selezione cittadina.
Gli albi d’oro testimonieranno sempre la grandezza ed il prestigio della Pool Comense. La triste realtà attuale, tuttavia, dice che a Como la palla a spicchi rappresenta ormai solo un ricordo del passato.
Federico Militello